Gli auguri di Natale

Sono un paio di giorni che penso di scrivere in anticipo gli auguri di Natale cosi da non dovermene preoccupare la vigilia, cosi da potermi godere in modo tranquillo quel tempo senza preoccuparmi di dover scrivere in quel momento cosi importante,auguri importanti, per persone importanti. Sono però arrivata alla conclusione che quelli di Natale saranno da parte mia auguri molto semplici, perchè credo che il Natale sia una di quelle feste che bisogna sentire dentro e passare in famiglia. Cosa che non credo però degli auguri di capodanno: credo che quest’anno dovrò ringraziare chi ha fatto parte di questo mio anno fantastico( si lo so, molto stile facebook, ma chi mi conosce sa che non dico cose a caso), bisognerà quindi salutare il vecchio anno e accogliere il nuovo a braccia aperte.

E voi? Come saranno i vostri auguri quest’anno?

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“Devi pensare alla tua vita di ora! NON QUELLA FRA DUE-TRE ANNI!” cit. MAMMA

Ah le mamme, quante cose fanno per noi? Quanto credono di sapere quando ci danno dei consigli? Quanto si prendono cura di ogni e di ogni cosa che ci riguarda?

Diciamolo è proprio vero che le mamme sono sempre le mamme, anche quando ti svegliano presto per pulire, anche quando cucino il brodino con 30 gradi all’ombra, anche quando ti sgridano perché sei tornata a casa tardi. Lo fanno sempre per il nostro bene.

A me, è capitato anche che la mia mamma mi capisse con un solo sguardo e ciò, per una come me che si tiene sempre dentro e non vuole far vedere ciò che ha, non è una buona cosa, semplicemente per il fatto che io quando ho un problema non ne parlo e quando ne parlo piango. Sono io, è il mio corpo, il mio cervello che ha registrato questa reazione, non lo so. So però che succede cosi.

Ieri sera sono uscita con una nuova cerchia di amici, diciamo pure che ho fatto un esperimento: ho messo insieme persone che non si conoscono e abbiamo passato due orette insieme. Non sapevo bene cosa aspettarmi, certo è normale che ci sia un principio di imbarazzo che poi con qualche battuta dovrebbe svanire, cosa che non è andata e in più abbiamo passato una serata a conversare di cose che portavano solo altri silenzi imbarazzanti.  2 persone su 3 sono partite prevenute e questo ha diciamo organizzato la serata. Mi viene da pensare che io abbia sbagliato ad esagerare troppo e che dovevo evitarlo, ma visto che la mia normale compagnia è partita per la Lituania con un progetto Erasmus, credevo che fosse la cosa giusta poter far fare amicizia ad altre persone, diciamo pure che credevo di fare una buona azione! Comunque ciò che segna insegna, ciò che non uccide fortifica e via dicendo.

Mia madre già ieri sera ha notato le mie perplessità e non ha fatto altro che domandare, io non ho risposto mai e se ho risposto sono stata molto vaga. Sintantoché lei ha creduto di aver capito qualcosa ed è partita con un monologo che vi riassumo in poche righe, oltre al titolo.

“Tu ti aspetti troppo dalle persone, tu vuoi fare troppe cose, mentre i tuoi amici sono molto più tranquilli. Tu devi capire che ognuno ha le sue priorità, e non puoi imporre le tue. E poi tu devi concentrarti sulla tua vita di adesso e non su quella che vorresti fare tra due tre anni!( riferimento puramente casuale agli stage di cui avevo parlato nel pomeriggio, cosa che vi racconterò più avanti)”

Insomma in un modo o nell’altro mamma ci ha capito poco o forse tutto? A voi la risposta.

Perché, qui, nessuno sorride?

Dopo una settimana in crociera, (cosa che vi racconterò nei prossimi giorni), mi ero abituata a parlare con persone estremamente simpatiche, gentili, attente al prossimo e sempre sorridenti. SEMPRE. Mattina alle sei e mezza in palestra? Sorridenti. Alle nove in fila per uscire fuori dalla nave e andare sulla terra ferma a scoprire posti mai ancora visitati prima, persone sorridenti. Alle tre, orario di norma di ritorno, persone sudate, stanchissime e affamate, comunque sorridenti. Anche il pomeriggio mentre si faceva aerobica e persino la sera quando magari tornavi nella stanza, per i corridoi trovavi persone gentilissime, disponibili a indicarti la giusta strada per la tua stanza, sempre sorridenti. Il personale della nave era più che sorridente, il personale della nave era educatissimo. Era un personale con i fiocchi e controfiocchi. Ti cercavano di venire in contro in qualsiasi modo, orario e ti davano varie soluzioni a tutti i tuoi problemi! Ed erano sempre e comunque sorridenti!

Che poi cos’è un sorriso? Muovi solo pochi muscoli, però da alla faccia una visione nuova. Fa sembrare le persone più felici, più tranquille e serene. Cosa costa alle persone essere educate e sorridenti? Tempo forse? è davvero triste uscire un pomeriggio, per distrarsi, cambiare aria perchè dovrebbe fare bene all’anima e invece tornare più demoralizzata di prima. Nessuno che mi sorrida, e va be che non sono Monica Bellucci, ma siamo tutte persone no? Ma perchè ,tutte le persone del mio paese, e qua intorno, non sprecano due millesimi di secondo per alzare le punte delle labbra in un sorriso? Non dico le persone per strada che magari pensano ai cavolacci loro e molte volte non ti manco vedono quando passi. Ma quelli che hanno un lavoro e vengono pagati per svolgerlo perchè non possono metterci un po’ di passione in quel che fanno? Un sorriso e un po’ di educazione. Sono piccolezze che davvero fanno rabbrividire: un deodorante, UN DEODORANTE CACCHIO, SE LAVORI IN UN SUPERMERCATO PERCHè NON USI UN DEODORANTE? E POI SE IO SONO ALLA CASSA, PERCHè TU CASSIERE MI DEVI BUTTARE I MIEI ACQUISTI TIPO LANCIO IN LUNGO CHE POSSONO ANCHE ROMPERSI, PER GIUNTA MASTICHI ANCHE CON LA BOCCA APERTA! SE TI CHIEDO DOVE STANNO I SAPONI CHE NASCONDETE POTRESTI DARMI RETTA INVECE DI GIOCARE A CANDY CRUSH SAGA, MENTRE LAVORI?

Alla fine si va a finire sempre allo stesso discorso: non tutti apprezziamo quel che abbiamo. Brutto a dirlo e a vederlo. Quindi miei cari lettori, quando domani andrete in giro e vedrete gente per strada fategli un sorriso da parte mia, che sono certa non guasti mai.

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“Ora che hai 18anni prima di firmare qualsiasi cosa leggi bene!!!”

Tra i tanti auguri di buon compleanno, anche questo qua sopra da parte di mio zio Michele. Non mi ha neanche detto tanti auguri o  buongiorno, lo ricordo bene. Erano le dieci di mattina e appena poggio l’orecchio sul telefono, sento l’accento siciliano di mio zio e questa frase. Li per li mi veniva da ridere e non gliel’ho nascosto e lui si è messo a ridere con me.

Dopo mesi di ansia, preparazione, complotti, discussioni e lacrime è arrivato il fatidico 11 giugno, il giorno del mio diciottesimo compleanno. La sera a mezzanotte non mi aspettavo di ricevere tutti quegli auguri, il gruppo whatsapp della classe è diventato “Tra tre minuti ale……” faccine maliziose, gente che non conosco chissà quanto mi ha scritto testamenti e le mie migliori amiche mi hanno fatto piangere. Insomma è stato tutto abbastanza sorprendente come quando apri i regali di natale.

La mattina alle otto e un quarto precise, ora in cui sono nata,( dovrei essere una persona mattiniera essendo nata a quell’ora ma non vi illudete), i miei genitori sono entrati in stanza con un palloncino con su scritto 18 e mi hanno cantato la canzone. è stato molto dolce e ho iniziato la giornata sorridendo, cosa più unica che rara. Nonostante non avessi chiesto palloncini, perchè non mi sono mai piaciuti un granché quelle cose enormi a forma di 18, e poi desideravo avere piu fuochi d’artificio (Che ci sono stati e sono stati meravigliosi, dei colpi al cielo ricchi di colore che non facevano che farmi sorrider ancora di più!) loro sono riusciti a capirmi e me ne hanno fatto due piccolini e carinissimi.

Credevo che non sarei stata cosi soddisfatta o eccitata eppure ero un mix tra bimba felice e pazza sclerata, piuttosto insolito per me che ultimamente ero sempre molto seria.

La sera con i miei amici abbiamo aperto la bottiglia e mi hanno fatto il bagno. Tutto è finito con una discesa sullo scivolo del parco-giochi, come dire 18anni e non sentirli!

Il sabato sera ho festeggiato alla grande con tutte le persone che mi vogliono bene: a parte il locale e il servizio che erano abbastanza pessimi, mi sono divertita. Due video per me: rispettivamente da parte di mia sorella e i miei amici.

Era bello vedere che tutti ballavano, tutti vestiti eleganti, tutti stranamente felici. Due ore per dimenticare le cose che non vanno, in un certo senso. ho trascinato tutti gli invitati a fare la tarantella,( io? che non so neanche fare il tacco e punta, immaginatevi!).

Mi hanno regalato bracciali, anelli, orologi eeeeee TADAAA un buono regalo alla feltrinelli!!!!! diciamo che non potevo chiedere di meglio!!

Sembra essere solo un numero, ma non lo è. Non lo è affatto, è il trapasso da un età all’altra. Il principio di una nuova era che non vedo l’ora di vedere continuare. Sembrava solo un numero e invece mi ha portato un sacco di cose, responsabilità a parte, anche un pizzico di scioltezza, ansia, pazienza e emozioni in più.

è stato come se non appena avessi smesso di soffiare le candeline, il mio corpo e il mio cervello avessero preso una scossa e mi avessero fatto capire alcune cose in più. La spinta che mi serviva per iniziare a capire chi voglio essere e chi sono, tutte le volte che mi faccio queste domande mi chiedo perchè non ho fatto il classico.

Vi posto la foto dei miei palloncini!

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Chi non muore si rivede

Strano ma vero quanto un viaggio ti possa far scoprire cose nuove su di te, sulle altre culture, su altri posti e su altre persone.

Ricordate i miei progetti di scoprire chi ero? Cosa ero? Come ero? Tralasciando le domande allo stile SuperQuark, ho capito un po’ di cose su di me e sugli altri. Forse anche sul mio futuro e se vorrete ve li racconterò un po’.

Prima di andare avanti vi aggiorno un po’ sulla mia vita, che senza troppe vanterie, in questi ultimi mesi è cambiata, migliorata e cresciuta molto. Partendo da maggio quel fatidico 19 maggio, sono stata al concerto di Marco Mengoni da cinque anni oramai la persona che più mi comprende e capisce con soli tre minuti di canzoni. Parto alle undici da Sibari per arrivare alle tre a Bari dove una sorella urlante mi aspetta, saluti focacce e una doccia rapida e alle sette siamo davanti ai cancelli. Una marea di gente in prenda alle emozioni e all’eccitazione. Ero felice, felice euforica. Felice contenta. Insomma ero davvero appagata e sapevo che nulla avrebbe potuto cambiare quel momento. I cancelli erano due, per me che ero al primo concerto della mia vita era il panico più assoluto. Domande come e ora quale sarà il mio? Come faccio a capirlo? Panico. Panico. PANICOOOO! Prese da una grande prova di coraggio ci siamo avvicinate ai cancelli in cerca di risposte e abbiamo scoperto che tutti e due i cancelli erano per entrare e che poi ci avrebbero smistati dentro. A due metri dal cancello, non potevamo mica tornare indietro e fare tutta la fila, di nuovo. Lo so, non si fa, è immorale. Ma io davvero non vedevo l’ora id entrare e sentire tutti quanti che intonavano le canzoni o urlavano il nome di Marco. Lo so sono una pessima fangirl. Ma comunque il concerto è stato meraviglioso. È stato come se in quel momento nulla potesse cambiare e tutto era perfettamente al suo posto anche se sbagliato. Sembrava che tutti avessero la loro posizione che ha preso da solo. Come se l’universo avesse un suo normale equilibrio. Ho apprezzato una canzone che ascoltandola nell’album non mia sentivo mia, mentre durante il concerto è successo l’inspiegabile. Fiumi di lacrime mi hanno rigato il viso, senza riuscire a controllarle. Sarà stata l’emozione, alcune frasi particolari ma davvero mi hanno fatta sentire completa per un paio d’ore.
La mattina dopo alle nove avevo l’autobus di ritorno e mentre ero seduta al mio posto con lo sguardo rivolto verso il finestrino, molto stile film depresso e foto tumblr, avevo ancora in mente tutti quei istanti di felicità e suoni che mi hanno fatto venire la pelle d’oca e che sono state scritte sulla mia pelle.
Sono diversa, sono cambiata e se vorrete vi racconterò cosa è successo in questi mesi (18anni, patente, crociera e i conti con la realtà)

miomengo

“E sarò roccia contro il fuoco e il gelo veglio su di te e sono il tuo guerriero”

Start Patente, uncinetto della nonna e notti brevi!

Quando hai un lunedi come il mio sai benissimo che la tua settimana sarà un qualcosa di sorprendentemente vizioso e una successione di mangia e fuggi. Ieri improvvisamente la mia amatissima prof di matematica si auto-convince di fare recupero alle due e un quarto fino alle quattro, torno mi lavo riposo la testa e sono già le cinque e un quarto scendo perchè tra dieci minuti dovrebbe arrivare il mio passaggio per la prima lezione di scuolaguida, ma è scuola guida o scuolaguida? Bu. Figuracce a non finire perchè si sa, se non ti fai riconoscere subito non si può andare avanti. Test, sopra test. Torno a casa e l’unica cosa che vorrei sarebbe andarmi a buttare nella doccia e poi a letto, sorvolando anche sulla prima, ma invece no, perchè ho anche interrogazione e compiti il giorno dopo quindi ripasso totale, un po’ di pure al volo e bum cado sul letto peggio di un elefante nell’acqua.

Quindi ecco il mio lunedi infinito. Il vostro?

Ebbene si ho iniziato le lezioni e non vedo l’ora di finire, troppa ansia. Oggi ho fatto compito di inglese e francese mi ha interrogata e devo ammettere che non mi aspettavo il voto che mi ha messo.

Mia madre sta facendo dei lavori all’uncinetto e ha detto che mi insegnerà presto. Magari pubblicherò qualche foto dei miei disastri.

L’allergia mi sta uccidendo (e a chi no?) non vedo l’ora passi. La maggior parte delle volte la notte mi alzo non riuscendo piu a prendere sonno, alzandomi perdo sonno e pazienza diventando peggio di Ursola.

Avete già visto The Avengers due? Io l’ho scaricato e lo sto guardando a pezzi perchè non riesco a finirlo mai. Si spera stasera-

Bene e con questo siamo a -29 Al compleanno

-7 al mio #Mengonilive2015

Un salutonee

Un disastro sentimentale

Oggi mi sono messa a scrivere, ho scritto quel che sentivo dopo un messaggio inaspettato. Era un semplice Ehi:) ma il mio istinto mi ha messo in allerta e non sapevo cosa fare.

Volevo riportarvelo qui, ma il mio pc, non lo ha salvato o meglio distrattamente non l’ho salvato io.

Mi ero fermata a pensare a tutto quel che mi aveva portato quel messaggio dal passato volevo analizzare i miei sentimenti, non vado da’ccordo con le cose astratte, non voglio che qualcuno si illuda, però credo di aver iniziato a capire che alla fine è nel gene di noi persone illuderci. Mi sono però fermata a riflettere quanto male ho fatto che forse poteva essere evitata e mi sono resa conto che la persona che sono diventata è il mio più grande ostacolo. Brutta considerazione eh? Troppo vera.

Lui mi ha descritta come la persona più bella che potesse conoscere e dopo tutto lo pensa ancora, credo sia troppo buonoo ingenuo.

Sono abituata a dare poco alla volta a camminare con i piedi di piombo, poco a poco, non so più come si fa a dare tutto non sono abituata a farlo. Forse è sbagliato ma non ci posso fare nulla

Oggi ho preso sette in matematica. Io e la Prof esaltate. Troppo bello